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La Cina punta a tornare a 10 miliardi di mq di piastrelle

La Cina punta a tornare a 10 miliardi di mq di piastrelle

L’Associazione cinese della ceramica sanitaria e per l’edilizia ha lanciato per quest’anno, in linea con il “14 ° Piano quinquennale” del Governo di Xi Jinping, l’obiettivo nazionale di tornare a 10 miliardi di metri quadri di produzione di piastrelle entro il 2025. Un traguardo raggiungibile?

Il dubbio sulla realizzabilità dell’obiettivo è posto non solo dagli osservatori stranieri ma anche da esperti cinesi. Non solo perché l’industria locale sta facendo sempre più i conti con le restrizioni ambientali ma perché nessuno prevede una rapida inversione di rotta della domanda edilizia, attualmente piatta.

Il piano di crescita dell'industria ceramica cinese avrebbe come presupposto una domanda interna di piastrelle che dovrebbe risalire a 9 miliardi di mq in pochi anni. Ma i numeri sono lontani dai reali volumi produttivi e commerciali. La produzione è scesa a 8 miliardi di mq - riferiscono fonti governative cinesi - e ben oltre tale soglia, secondo i più quotati studi internazionali: la produzione cinese è oggi inferiore ai 6 miliardi di mq e i consumi viaggiano tra i 4 e i 5 miliardi di mq, riporta il “World production and consumption of ceramic tiles 2020”.

Per tornare ai 10 miliardi di mq nel prossimo quinquennio – spiega il sito Cbcsa China - il mercato dovrebbe inanellare una crescita media annua del 5% sul fronte interno (difficilmente ipotizzabile dato il debole scenario immobiliare) e passare da meno di 800 milioni a un miliardo di metri quadrati di piastrelle esportate. Poco plausibile.

Negli ultimi tre anni le linee di produzione di ceramica si sono ridotte drasticamente in Cina e si stima che più di 500 imprese siano uscite dal settore. A breve sarà pubblicato il primo report completo in inglese su quante e quali aziende e marchi producono oggi in Cina piastrelle e lastre e quali gli investimenti in corso, per fare luce sulla più grande industria ceramica al mondo (il 60% dei volumi globali sono centrati in Cina) da sempre trincerata dietro statistiche governative molto diverse dai numeri delle banche dati internazionali.

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